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Terapia chirurgica: la colecistectomia laparoscopica

Calcolosi della colecisti

Consiste nella asportazione completa della colecisti e del suo contenuto di calcoli. E' ovviamente l'unico metodo che determina la guarigione completa e definitiva della calcolosi della colecisti: in assenza della colecisti i calcoli non avranno più la sede dove formarsi. L'asportazione chirurgica può avvenire mediante due tipi di intervento:

  • l'intervento tradizionale con apertura dell'addome;
  • l'intervento laparoscopico senza apertura dell'addome e quindi con tempi di degenza assai brevi e minimo stress chirurgico per il paziente.


Colecistectomia per via laparoscopica
Si tratta di una vera e propria rivoluzione nel trattamento della litiasi della colecisti. Infatti questa metodica, praticata per la prima volta in Francia nel 1987, si è diffusa rapidamente in tutto il mondo. L'intervento si esegue in anestesia generale e ha una durata media di 45 minuti.
Una volta indotta l'anestesia viene introdotto una gas (CO2) nella cavità addominale per distenderla (pneumoperitoneo). Successivamente vengono posizionati quattro tubi (trocar) di piccolo diametro (0,5 - 1 cm.) attraverso i quali si introducono nella cavità addominale gli strumenti operatori ed una telecamera che riproduce su un monitor ad alta definizione le immagini operatorie ingrandite. Il chirurgo può, pertanto, eseguire l'intervento con accuratezza e con il minimo traumatismo.
La colecisti, con il suo contenuto di calcoli, viene asportata e fatta fuoriuscire da uno dei fori dei trocars. Di solito si utilizza il foro in prossimità dell'ombelico che poi mimetizza la piccola cicatrice. Se il calcolo è troppo grosso, viene frantumato ed estratto per piccoli frammenti.
Il risveglio dall'anestesia è generalmente tranquillo per l'assenza del dolore legato alla sezione dei muscoli addominali. Rispetto all'intervento tradizionale i vantaggi sono sia funzionali sia estetici. Il dolore postoperatorio è notevolmente ridotto. Le funzioni digestive non sono interrotte (il paziente si può alimentare già il giorno successivo all'intervento e l'intestino non cessa di funzionare). La dimissione è programmabile entro le 48 ore dall'intervento. Il paziente, inoltre, può riprendere la propria attività sociale e lavorativa entro pochi giorni.
Sul piano estetico viene evitata la cicatrice che, oltre ai problemi di natura psicologica, può essere sede di cedevolezza della parete addominale (laparoceli).

Le tecniche chirurgiche mini-invasive trovano indicazione anche nel trattamento della calcolosi del coledoco. Attualmente la calcolosi associata della colecisti e del coledoco viene trattata chirurgicamente mediante colecistectomia laparoscopica e CPRE (colangio pancreatografia retrograda endoscopica), che può anche essere eseguita nel corso dell'intervento stesso. Questa metodica, ormai utilizzata routinariamente, si caratterizza per efficacia e sicurezza eccellenti, garantendo tutti i vantaggi legati alla ridotta invasività.

Risultati
Questa metodica è stata da noi utilizzata in molte centinaia di casi con ottimi risultati. A tutt'oggi non abbiamo riportato complicanze maggiori o decessi. In circa l'1% dei casi (uno ogni cento interventi) si è dovuto convertire l'intervento laparoscopico in laparotomico (cioè con apertura dell'addome). La causa più frequente è stata la presenza di inestricabili aderenze endoperitoneali dovute a precedenti interventi chirurgici eseguiti sull'addome superiore.

Per maggiori dettagli sulla nostra casistica si possono consultare le pubblicazioni (inviabili a richiesta).

Sala operatoria durante una colecistectomia laparoscopica

Immagine di una sala operatoria durante una colecistectomia laparoscopica

Punti di accesso dei trocar

Punti di accesso dei trocar

Immagine operatoria

Immagine operatoria

Aspetto dell'addome ad intervento terminato

Aspetto dell'addome ad intervento terminato

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