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Tiroide
Gli interventi consistono in una asportazione della ghiandola che può essere parziale, quasi totale o totale. Quelli più frequentemente eseguiti sono:
Enucleoresezione
(obsoleto)
Asportazione di un nodulo dal contesto della ghiandola (enucleazione), che può comprendere anche una quantità di tessuto tiroideo circostante sano (enucleoresezione). Può essere complicato da emorragia, generalmente modesta intratiroidea. Non richiede di necessità l'uso di drenaggi.
Viene ormai eseguito raramente in quanto i noduli sono frequentemente multipli o con tendenza a riformarsi (anche in aree diverse) ed un eventuale reintervento in una zona già operata aumenterebbe di molto il rischio di complicanze.
Emitiroidectomia comprendente l'istmo
Asportazione di un intero lobo tiroideo e dell'istmo, che corrisponde a poco più di metà ghiandola. La loggia tiroidea residua deve essere drenata per almeno un giorno dopo l'intervento. Espone al rischio di lesione monolaterale del nervo ricorrente.
Tiroidectomia subtotale
(obsoleto)
Asportazione quasi totale della ghiandola, con conservazione di una piccola porzione di tiroide sana per mantenere un normale livello di ormoni tiroidei. Può essere sufficiente conservare l'equivalente di un centimetro cubo di tiroide. E' successivamente necessario instaurare una terapia soppresiva per evitare che la parte residua vada incontro ad aumento di volume ed alterazione istologica. Espone a tutte le complicanze elencate.
Tiroidectomia totale
E' l'asportazione di tutta la tiroide. Per ridurre il rischio di lesione dei nervi ricorrenti questi devono essere visualizzati durante l'intervento. Anche le ghiandole paratiroidi devono essere visualizzate e conservate senza lederne la vascolarizzazione. Espone al rischio di lesione bilaterale dei nervi ricorrenti e di ipoparatiroidismo permanente. Espone al rischio di tutte le complicanze elencate.
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